Sui banchi anche gli alunni di seconda e terza media e al 50% quelli delle scuole superiori. Se il calo di contagi sarà confermato nelle prossime settimane il governo pronto a valutare nuove riaperture. Da oggi quasi tutta Italia in zona arancione, con solo 4 regioni in rosso: Campania, Puglia, Sardegna e Val d’Aosta. E se il calo dei contagi sarà confermato, il governo sarà pronto ad anticipare le riaperture. Oggi a Roma manifestazione dei ristoratori Io Apro. Speranza avverte di “non bruciare le tappe”, ma difende la ripartenza delle scuole. Negozi, parrucchieri e centri estetici tirano su le serrande, i ristoranti aprono per l’asporto e gli spostamenti sono consentiti in ambito regionale. Quasi 6,6 milioni gli studenti che tornano in classe. Sui banchi anche gli alunni di seconda e terza media e al 50% quelli delle scuole superiori.

Con un ulteriore calo dell’incidenza e dell’Rt, con la conferma della discesa dei ricoveri in terapia intensiva e con l’aumento delle somministrazioni dei vaccini che si sono assestate sulle 300mila dosi al giorno – con 9 milioni di italiani, il 15% della popolazione vaccinabile che hanno avuto almeno una dose – potrebbero dunque essere ripristinate le zone gialle, con la conseguente apertura dei ristoranti, almeno a pranzo, ma anche di musei, cinema e teatri, con ingressi contingentati. Al momento non è stata presa alcuna decisione né è stata convocata la cabina di regia nel corso della quale verranno discusse le scelte da fare. “Nessuna cabina di regia per discutere di eventuali riaperture è prevista in settimana”sottolineano fonti ministeriali ricordando che, “come ribadito più volte, si continuano a monitorare i dati epidemiologici e a rafforzare la campagna di vaccinazione”. Ma i dati della prossima settimana, ribadisce una fonte qualificata di governo,saranno “essenziali” per capire in che direzione si procederà. In attesa che venga decisa la data del confronto tra le forze politiche, un elemento è già chiaro: se si deciderà di riaprire,saranno fatte comunque scelte “selettive e ponderate”

Questa mattina è suonata la campanella per quasi 6,6 milioni di alunni sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie, otto su dieci. Quasi un milione in più della settimana scorsa, di cui ben 400 mila in Lombardia. L’unica regione in controtendenza è la Sardegna, dove 63 mila alunni di seconda e terza media e delle scuole superiori lasceranno le aule e si collegheranno da casa. In tutto saranno quasi due milioni quelli ancora a casa in Dad. Saranno tutti a scuola i bambini della scuola dell’infanzia e primaria, saranno l’87% in classe gli alunni della scuola media, mentre solo il 38% dei ragazzi delle superiori potrà frequentare, con la consueta alternanza del 50% e fino al 75% nelle regioni in cui è consentito. Complessivamente si ritorna ai dati del febbraio scorso, quando in presenza si erano sfiorati i 7 milioni di studenti in classe. Il ritorno a scuola non è solo la conseguenza del decreto legge 44 che ha consentito il rientro anche nelle zone rosse ai bambini della scuola dell’infanzia, agli alunni delle elementari e di quelli del primo anno di secondaria di I grado, ma soprattutto del miglioramento dei dati del contagio che ha consentito a quasi tutte le regioni di rientrare o confermarsi in zona arancione.

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