Von der Leyen: «Gestione condivisa di rimpatri e diritto d’asilo. Il 37% del Recovery per centrare gli obiettivi green».

L’Europa travolta dalla pandemia si è riscoperta «fragile». E la persistenza del virus «aumenta l’incertezza» che frena la ripresa. Per questo motivo Ursula von der Leyen assicura che «non è il momento di ritirare il sostegno all’economia». Tradotto: le regole del Patto di Stabilità resteranno sospese ancora a lungo perché – per portare l’Ue verso «una nuova vitalità» – bisogna continuare con le politiche di bilancio espansive. Ma al tempo stesso «bisogna trovare un delicato equilibrio tra il sostegno finanziario e la sostenibilità dei bilanci pubblici». Servono investimenti massicci, specialmente nei progetti eco-sostenibili e nella transizione digitale, ma «bisogna usare questa opportunità per fare le riforme strutturali». Ecco le direttrici lungo le quali dovranno muoversi i governi nei loro Recovery Plan nazionali.

Giustizia e Pa
Nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, la presidente della Commissione dà indicazioni chiare alle capitali che in questi giorni stanno mettendo a punto le linee-guida dei progetti da finanziare con i fondi Ue. Almeno il 37% delle risorse dovrà andare alle spese in linea con gli obiettivi climatici (il Consiglio europeo aveva fissato l’asticella al 30%), almeno il 20% al digitale (i leader non avevano stabilito una quota minima) e il resto servirà a realizzare le riforme indicate dalla Commissione nelle sue raccomandazioni. Per l’Italia, tra le altre cose, «migliorare l’efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione», ma anche «rafforzare la resilienza e le capacità del sistema sanitario».

I bond per finanziarsi
Sul clima, von der Leyen vuole dimostrare che «il Green Deal è il nostro modello per realizzare la trasformazione». E ha fissato due obiettivi. Innanzitutto gli Stati Ue dovranno tagliare le emissioni nocive del 55% entro il 2030. «So che per alcuni è troppo e per altri è troppo poco», ma la presidente della Commissione considera l’obiettivo realistico: «La nostra valutazione d’impatto dimostra che l’economia e l’industria sono in grado di gestire la situazione». L’altro obiettivo è legato al Next Generation EU: la Commissione raccoglierà il 30% dei 750 miliardi attraverso Green Bond.

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